“esser fedeli all’Italia”, “comprare italiano”… aspetta, quando ho già sentito queste parole…
Da Madrid assisto incredulo alle norme fiscalmente oppressorie promulgate da un governo non eletto, nel sostanziale silenzio di tutti i partiti.
Se anni fa i cattivi erano ebrei e comunisti, da domani potrai tranquillamente rigare il Mercedes del tuo imbianchino, perché il possesso di tale auto lo identifica come evasore, nemico della patria, il tutto mentre paghi tasse crescenti, nella pia illusione che lo stato ridurrà da solo i suoi costi e che le tue tasse diminuiranno.
Forse ha quindi ragione chi dice che il futuro è di stati gestiti come Cina o Russia, stati che sono un misto di libertà e lavoro e dittatura, in Europa esercitata attraverso la maglia fiscale.
Per quanto mi riguarda, ho perso la voglia di votare, di comprare in italia quando posso comprare in UE via internet con prezzi globalmente inferiori, di chiedere scontrini che generino soldi per l’insaziabile (ed in costante crescita) gigante statale.
Se c’è una cosa che ci ha insegnato il governo Berlusconi, è che mentre noi si parla, si discute, si pone l’accento su chi scopa chi tra gli eletti al parlamento, il mondo va avanti.
Ora però sembra che qualcuno, dopo dieci anni di nessuna riforma ne liberalizzazioni (si, parlo anche voi che credevate che l’acqua potesse essere privatizzata), voglia mettere le mani nelle tasche degli italiani per appianare (senza nessun tipo di riforma strutturale) problemi di liquidità frutto di pessima gestione e nessuna evoluzione. In verità è già accaduto, con la riduzione delle pensioni in essere, una cosa spaventosa, che dimostra come nessun risparmio sia al sicuro.
Mentre noi ci si crogiolava nello statalismo, altre economie si sono evolute, cercando di migliorare il loro stile di vita (anche se noi continuiamo a disprezzare queste genti, con fare altezzoso).
Francamente? Penso che l’Europa non tornerà come era 10, 20 o 30 anni fa. Penso che io pago ogni mese tasse, tante, e non voglio fare sacrifici ulteriori, sacrifici che qualcuno pensa che dovrebbe fare chi ha dei soldi da parte, sacrifici per coprire problemi causati da inettitudine di altri.
I soldi, se uno li ha accantonati, è perché ha lavorato tanto e duramente e non ha comprato ogni schermo plasma 43” o BMW a rate che gli si parava davanti, anche se gli sarebbe piaciuto. Quelli che avevano un lavoro, che intanto la legislazione Biagi continua tranquillamente a distruggere il mercato del lavoro.
Penso che la classe dirigenziale politica, nazionale e locale, sia incompetente ma di fatto non rinnovabile. Penso che io delego queste persone della gestione della cosa pubblica e li pago per farlo. Se non lo fanno è un LORO problema, non mio.
Penso che il solo modo per ridurre il fabbisogno degli enti statali sia strangolarli finanziariamente: l’evasione fiscale è un ottimo metodo per ridurre le entrate di uno stato e costringerlo ad eliminare gli sprechi (pensate alle aziende per le quali lavorate: non hanno forse ridotto i costi quando non c’erano clienti?).
Infine, al termine di questo sconclusionato sfogo, penso che mentre aspetto l’innalzamento della pensione di anzianità femminile a 65 anni (una cosa così banale che non dovremmo neanche pensarci) a segnale di una nazione che si rende conto di non essere più nel 1982, penso che io per una tassa patrimoniale potrei scendere in piazza. a bruciar le auto. di sconosciuti. magari le BMW a rate
E’ la constatazione del fallimento di alcuni aspetti della rappresentatività della democrazia: gente pagata ed eletta che non verrà giudicata per quello che ha fatto, perché una parte di quello che ha fatto è stato ‘annullato’.
E’ l’evidenza che i tentativi di cambiare i piccoli centri di potere locali (quelli che con il federalismo avranno più potere) potranno continuare a gestire il territorio senza controllo: un ente non privato che gestisce l’acqua non può fallire, anche se gestito da incompetenti, messi li spesso da politici.
E’ la triste constatazione che l’italiano creda al concetto di privatizzare l’acqua: il mese prossimo è prevista la privatizzazione dell’aria, ad agosto quella dell’anima.
E’ il voler sentire quello che si vuole sentire: un mix energetico passa per più fonti, di vario genere (che poi le ‘rinnovabili’ sul proprio territorio non le vuole nessuno, quanto si capisce che non si tratta di avere lampadine che si accendono con un sorriso), cosa che Obama ha messo bene in chiaro in campagna elettorale (promuovendo un mix di solare, biomasse, petrolio, nucleare).
E’ l’odio per una persona discutibile ma eletta e sostenuta in parlamento, persona che una volta morta ci lascerà solo con il nostro autocompiacimento di quanto siamo stati bravi ad eleggere ed abbattere il dittatore, mentre nessun forza politica sembra minimamente in grado di gestire nulla. Da domani tutti al lavoro sul processo breve, quello sì, che impatterà le vite di molti, piuttosto che mettere una pausa di 18 mesi alla voglia di cappio (ma anche alla possibilità di invalidare per 18 mesi la scusa del ‘sono impegnato in tribunale e quindi non posso fare le riforme’).
Chiariamoci: nulla in Italia cambierà da domani. e forse per me il problema è proprio questo
Gli uomini che fanno capo a cosche come Flachi o Martino gestivano anche i locali della movida. Il De Sade o il Babylon erano gestiti dai boss, così come il servizio sicurezza del Just Cavalli, dell’Hollywood, dell’Officina della Birra. La ‘ndrangheta, inoltre, chiedeva il pizzo ai chioschi mobili per panini.
Circa tre mesi fa, ho ricevuto presso il mio precedente domicilio (casa dei miei genitori) una raccomandata per il bollo auto del 2007. Io l’auto l’ho venduta nel 2008 e quindi quando ho richiesto residenza nel nuovo comune, non ho segnalato nessuna auto di proprietà: questo per spiegare la raccomandata non sia arrivata al mio attuale indirizzo di residenza.
Sorge però un problema: nella raccomandata il mio codice fiscale è sbagliato: lo hanno ‘generato’ in autonomia senza tener conto che io ho due nomi ed un cognome, ed entrambi i nomi figurano nel codice fiscale.
Confeziono quindi la mia bella raccomandata con ricevuta di ritorno e la invio all’ufficio Tributi della regione Lombardia (peraltro apparentemente l’unico ufficio della regione a non disporre dell’indirizzo PEC che avrei potuto usare con la mia casella PostaCertificat@…), spiegando quale sia il mio (corretto) codice fiscale e la mia attuale residenza e chiedendo che la notifica di bollo auto del 2007 non pagato venga inviata li: non intendo pagare una tassa il quale pagamento afferisce a dati errati e che tra dieci anni rispunterebbe da un sistema informatico (stavolta con il codice fiscale corretto) ma con dieci anni di mora.
Il 31 dicembre sono scaduti i 3 anni a disposizione per la notifica: già la regione considerata più ricca ed efficiente d’Italia mi aveva mandato la prima notifica (errata) dopo circa 33 mesi sui 36 a disposizione, ma non è riuscita a mandarmi una nuova (corretta) notifica nemmeno su mia segnalazione!
Non so voi, ma se con il federalismo fiscale, dovrei lasciar più soldi a gente che non riesce a gestirsi nemmeno se il debitore si fa avanti segnalando i suoi dati corretti, non mi sento esattamente tranquillo…
Cosa ci insegnano le reazioni seguite a WikiLeaks? Non mi
riferisco a quello che scrivono i giornali ma alla scomparsa del
sito ‘a pezzi’ (prima Amazon ha ritirato il supporto, oggi anche il
nome di dominio è stato interrotto)? – è stato un evento globale:
ne hanno parlato in Asia, in nord America, in Europa – ha rivelato
poche cose che gli esperti del settore non sapessero già, ma ha
reso le dinamiche della politica internazionale evidenti al
cittadino della strada: ora sappiamo che una cosa che viene detta
in conferenza stampa magari da capi di stato, potrebbe anche non
essere vera. – la reazione degli Stati Uniti (ma non dimentichiamo
anche quella di altri stati e forse anche della misteriosa banca
della quale il mese prossimo dovrebbero essere rivelati chissà che
segreti) è stata brutale ed atta a colpire solo il divulgatore
della notizia e non (almeno pubblicamente) una catena di persone
che queste notizie le producono/ maneggiano e che evidentemente non
sono soddisfatte del contenuto (o magari anche del modus operandi)
tanto che arrivano a divulgarle al grande pubblico. Interessante
analogie con il pensiero di alcuni politici italiani: forse è però
meglio ammettere che le democrazie occidentali moderne implicano
(almeno allo stato attuale) alcuni componenti di ‘coercizione’
sulla popolazione. Relativamente alle vicende personali di Assange,
non si può fare a meno di pensare: se si può mentire su chi lanci
missili per lo Yemen, si potrebbe anche mentire su uno stupro. In
conclusione: da adesso in avanti, ogni cosa che ci viene presentata
da ‘fonte autorevole’ dobbiamo associarla alla parola
WikiLeaks…
Il silenzio. Quello che mi colpisce è il silenzio dei candidati alle comunali 2011.
Perché quello che è successo a Milano al taxista, poteva ovviamente accadere a qualunque automobilista, mentre visto che è un taxista, i taxisti si affannano a rivendicare la necessità di maggiore sicurezza per lo svolgimento del loro lavoro (hanno ragione: ma l’aggressione al loro collega non è per nulla legata al loro lavoro).
Intanto nessuno dice a Milano ci sono (diffuse) sacche di illegalità (come in ogni metropoli del pianeta) anche in quartieri abitati in maggioranza da cittadini italiani, quartieri che è meglio non far vedere a chi visiterà Expo 2015.
Quale è la differenza tra alcune zone a sud (ma anche nord o ovest) di Milano e via Padova? La differenza è che chi ci abita, anche se delinque, vota.